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Chau Son, la chiesa di mattoni rossi dei monaci cistercensi

Dove si trova il monastero di Chau Son, come è nata la comunità cistercense nel 1936, cosa osservare nella chiesa gotica in mattoni rossi e come visitarlo con rispetto, con consigli per inserirlo in un itinerario a Ninh Binh insieme a Cuc Phuong o Phat Diem.

Monastero di Chau Son: il gotico cistercense tra le colline di Ninh Binh

Lasciate alle spalle le barche di Trang An, la strada verso ovest attraversa risaie sempre più strette tra colline di calcare e macchie di bosco. Poi, oltre un filare di alberi, compare una facciata di mattoni rossi con guglie appuntite: un'immagine inaspettata, che sembra quasi un miracolo architettonico incastonato nella natura del Vietnam. È la chiesa del monastero di Chau Son, e dietro quelle mura vive ancora una comunità di monaci che scandisce la giornata con la preghiera e il lavoro.

Questa guida racconta la storia del luogo, aiuta a leggerne l'architettura e spiega come visitarlo con rispetto, valutando anche se e come inserirlo in un soggiorno a Ninh Binh.

 

 

Dove si trova il monastero di Chau Son

Il monastero di Chau Son sorge nella parte occidentale della provincia di Ninh Binh, nell'area di Nho Quan, nel territorio del comune che fino alla riforma amministrativa del 2025 si chiamava Phu Son. Siamo a circa 35 km dal centro di Ninh Binh, a poco meno di 100 km da Hanoi e a circa 65 km dalla cattedrale di Phat Diem, che si trova invece all'estremità opposta della provincia, verso il mare.

Il paesaggio è quello della transizione tra la pianura del fiume Rosso e i primi rilievi calcarei. Il complesso occupa un'area di quasi dieci ettari, con viali alberati, giardini e specchi d'acqua che contribuiscono all'impressione di isolamento. Non lontano, nella stessa area di Nho Quan, si estende il Parco nazionale di Cuc Phuong, la più antica area protetta del Paese.

Un luogo, più nomi

Il nome ufficiale in vietnamita è Đan viện Thánh Mẫu Châu Sơn, che in italiano si può rendere come monastero di Nostra Signora di Chau Son. Chau Son significa più o meno "monte della perla". Nelle guide in inglese compare come Chau Son Monastery, mentre tra i vietnamesi è diffuso un nome molto più semplice: nhà thờ Gạch, cioè "la chiesa di mattoni".

 

Attenzione al nome sulle mappe

Dal 2025 la provincia di Ninh Binh ha assorbito anche i territori delle vecchie province di Ha Nam e Nam Dinh, e contemporaneamente sono stati aboliti i distretti. Il risultato è che all'interno della stessa provincia esiste oggi anche un quartiere urbano chiamato Chau Son, nell'area dell'ex provincia di Ha Nam, che non ha nulla a che vedere con il monastero. Chi imposta il percorso su un'app di navigazione farebbe bene a cercare "Đan viện Châu Sơn" o "Chau Son Monastery Nho Quan" e a controllare che la destinazione si trovi a ovest di Ninh Binh, verso le colline di Nho Quan. Anche l'indirizzo amministrativo potrebbe comparire con il nome del nuovo comune, diverso da quello riportato nelle guide meno recenti.

 

 

Un monastero cistercense nel Nord del Vietnam

Cosa significa vita contemplativa

L'ordine cistercense nasce nel 1098 a Cîteaux, in Borgogna, come ritorno a un'applicazione più rigorosa della Regola di san Benedetto: silenzio, preghiera comune, lavoro manuale, semplicità delle forme. È la stessa famiglia monastica delle abbazie di Fossanova e Casamari nel Lazio o di Chiaravalle alle porte di Milano: a Chau Son non se ne ritrova l'architettura, ma lo stesso ideale di vita.

Il monastero di Chau Son appartiene alla Congregazione cistercense della Sacra Famiglia, nata in Vietnam nel Novecento. La giornata dei monaci è organizzata intorno alla Liturgia delle Ore, dalla preghiera notturna ai vespri, alternata al lavoro e allo studio. È proprio questo ritmo a spiegare perché la chiesa si apre ai visitatori solo in determinate fasce orarie e perché una parte del complesso resta riservata. Chau Son non è un'attrazione costruita per il turismo, ma una casa abitata, in cui i visitatori sono ospiti.

 

Chau Son, Phat Diem e Bai Dinh: tre volti della spiritualità di Ninh Binh

La provincia concentra luoghi religiosi molto diversi, e capirne le differenze aiuta a scegliere. Bai Dinh è un vasto complesso buddhista, in gran parte costruito tra il 2003 e il 2010: impressiona per le dimensioni, le statue monumentali e i lunghi porticati, ed è una meta di pellegrinaggio molto frequentata. La cattedrale di Phat Diem, completata alla fine dell'Ottocento, è invece la sede di una diocesi cattolica e unisce una struttura di chiesa europea a materiali e forme dell'architettura tradizionale vietnamita: pietra, legno, tetti curvi che ricordano una pagoda.

Chau Son offre un'esperienza totalmente diversa. Non è una cattedrale imponente né un affollato luogo di pellegrinaggio, ma un'oasi di pace monastica, e la sua chiesa riprende il linguaggio gotico europeo in modo più diretto, senza la fusione di stili che caratterizza Phat Diem. L'esperienza è fatta soprattutto di silenzio, proporzioni e luce.

 

 

La storia del monastero di Chau Son

Da Phuoc Son alla piantagione Lacombe

La storia di Chau Son comincia più a sud, a Phuoc Son, nella provincia di Quang Tri, dove nel 1918 il missionario francese Henri-Denis Benoît Thuan fondò una comunità monastica di vita contemplativa. Negli anni Trenta il vescovo Jean-Baptiste Nguyen Ba Tong, primo vietnamita a guidare la diocesi di Phat Diem, invitò i monaci di Phuoc Son ad aprire una nuova casa nel suo territorio.

Fu lo stesso vescovo a favorire l'acquisto della piantagione di caffè Lacombe, un'ampia proprietà di epoca coloniale nell'area di Nho Quan. Nel 1936 la nuova comunità prese forma sotto la guida del superiore Anselmo Le Huu Tu, e secondo le cronache della congregazione la prima messa solenne fu celebrata l'8 settembre di quell'anno, festa della Natività di Maria. Lo stesso Le Huu Tu sarebbe diventato nel 1945 vescovo di Phat Diem.

 

Un cantiere senza disegni su carta

La costruzione della chiesa iniziò nel 1939. Il progetto è attribuito a padre Placido Truong Minh Trach, un monaco che non aveva mai frequentato studi di architettura e che si formò da autodidatta sui testi disponibili. Le fonti vietnamite concordano su un dettaglio sorprendente: non esistevano disegni tecnici su carta, e il cantiere procedette seguendo le indicazioni del progettista.

Non c'erano cemento armato né macchinari moderni, soltanto impalcature, mattoni e il lavoro di alcune decine di monaci, novizi e operai del luogo. Nonostante le difficoltà degli anni di guerra, la chiesa fu completata e consacrata il 4 novembre 1945.

 

 

Il campanile rimasto incompiuto

Chi osserva la chiesa noterà che manca qualcosa. Secondo la tradizione della comunità, riportata anche dalla stampa vietnamita, il campanile previsto dal progetto non fu mai terminato perché, durante la grande carestia che colpì il Nord del Vietnam nel 1945, il monastero scelse di destinare le proprie risorse all'aiuto della popolazione affamata. Quella parte mancante è diventata, nel racconto locale, un segno di solidarietà più eloquente di qualsiasi torre.

 

Dagli anni Cinquanta a oggi

Negli anni successivi alla fine della guerra d'Indocina, gran parte dei monaci si trasferì nel Sud del Paese, dove nacquero nuove comunità cistercensi; una di queste porta ancora il nome di Chau Son. Nel Nord rimase un piccolo gruppo e, dopo decenni di forte ridimensionamento, dalla fine degli anni Ottanta la comunità ha ripreso gradualmente vigore.

 

L'architettura gotica della chiesa di Chau Son

Archi a sesto acuto, pinnacoli, volte che slanciano lo spazio verso l'alto: la chiesa di Chau Son parla il linguaggio del gotico europeo. Ciò che la rende particolare è il modo in cui quel linguaggio è stato tradotto con materiali, mezzi e mani locali, in un clima molto diverso da quello per cui era nato.

Mattoni rossi a vista

L'esterno è interamente in mattoni rossi non intonacati, una scelta che rende l'edificio immediatamente riconoscibile. Secondo le fonti locali, i muri perimetrali raggiungono circa 0,6 metri di spessore e i pilastri, nei punti più sollecitati, circa 1,2 metri. Questa massa muraria agisce anche da regolatore termico: trattiene il fresco nei mesi caldi e attenua l'umidità fredda dell'inverno del Nord.

Il colore del mattone cambia molto con la luce. Nelle giornate grigie tende al bruno, mentre nelle ore di sole basso si accende di toni aranciati. Chi conosce il gotico in laterizio della pianura lombarda troverà una parentela di materiale più che di progetto: qui il mattone non è una scelta regionale codificata, ma la soluzione più concreta disponibile in quel luogo e in quegli anni.

 

 

Le proporzioni della navata

Le misure riportate dalle fonti vietnamite sono di circa 64 metri di lunghezza, 20 di larghezza e 21 di altezza. La chiesa è orientata lungo un asse est-ovest, secondo una disposizione tradizionale per gli edifici di culto cristiani. Entrando, la prima sensazione è quella della profondità: la lunga fuga di archi accompagna lo sguardo verso l'altare.

 

Archi, volte e luce: come leggere l'interno

Chi si aspetta di ritrovare all'interno il rosso della facciata resterà sorpreso. Archi, colonne e volte sono chiari, nei toni del bianco e del crema, e il contrasto con l'esterno è uno degli aspetti più interessanti dell'edificio. L'altare, incorniciato da decorazioni dorate, diventa il punto focale dello spazio.

La luce naturale entra dalle finestre laterali e dalle vetrate, e cambia sensibilmente durante la giornata. Vale la pena fermarsi qualche minuto in fondo alla navata, in silenzio, per osservare come le nervature delle volte disegnano linee diverse a seconda dell'illuminazione. È un'architettura pensata per la preghiera, più che per essere fotografata.

 

Gotico europeo, mani vietnamite

La chiesa di Chau Son non è la copia di un modello preciso, ma un'interpretazione: il progettista conosceva il gotico attraverso i libri, chi la costruì conosceva il mattone, il clima e il territorio. È proprio questa distanza tra modello e mezzi a rendere il luogo toccante.

 

 

Cosa vedere nel complesso monastico

Il sagrato e la statua del Cristo

Davanti alla chiesa si apre un ampio sagrato in ghiaia, al cui centro una statua del Cristo con le braccia alzate accoglie chi arriva. Dietro si innalza la facciata con i suoi pinnacoli, mentre a destra, oltre gli alberi, si vedono le colline calcaree. È il punto da cui si coglie meglio il rapporto tra l'edificio e il paesaggio.

 

Il giardino di preghiera di Fatima

Il giardino di Fatima è uno spazio di preghiera all'aperto dedicato alla Madonna. Secondo le fonti locali fu allestito nel 2011, in occasione del cinquantesimo anniversario della statua della Vergine custodita dal monastero. Vialetti in pietra, aiuole curate, alberi ornamentali e specchi d'acqua si alternano con le colline sullo sfondo. Nelle mattine di foschia, la statua bianca della Madonna emerge davanti ai rilievi velati.

 

Le cento uova di pietra e la leggenda di Au Co

In una parte del giardino sono disposte cento grandi uova di pietra. Richiamano la leggenda delle origini del popolo vietnamita: Lac Long Quan, signore dei draghi delle acque, e Au Co, fata delle montagne, ebbero cento figli nati da cento uova. Cinquanta seguirono il padre verso il mare e cinquanta la madre verso le montagne, dando origine, secondo la tradizione, alle comunità del Paese. Da qui l'espressione con cui i vietnamiti si definiscono ancora oggi: figli del drago e nipoti della fata.

Trovare questo simbolo in un giardino cattolico dice molto sul modo in cui la comunità ha voluto radicare la propria fede nella cultura vietnamita. È un angolo molto amato dai visitatori locali per il suo forte valore simbolico, dove la cultura vietnamita e la fede si incontrano armoniosamente.

 

 

L'antico pozzo in laterite

Sotto il livello del giardino si trova una sala circolare, illuminata dall'alto da un'apertura zenitale e scandita da nicchie ad arco. Al centro c'è l'antico pozzo, costruito in laterite, la pietra porosa e rossastra usata tradizionalmente in molte zone del Nord del Vietnam. Le fonti locali riferiscono che l'acqua rimane limpida per tutto l'anno.

 

La clausura: dove il visitatore non entra

Gli edifici della comunità, con pareti chiare e tetti in tegole rosse, si vedono dall'esterno ma non sono accessibili. Qui i monaci vivono, pregano, studiano e lavorano. I limiti indicati sul posto vanno rispettati anche quando un cancello appare aperto.

 

Visitare il monastero di Chau Son: orari, abbigliamento e comportamento

Orari e giorni di apertura

Trattandosi di un monastero di clausura attivo, le visite sono consentite esclusivamente al di fuori dei momenti di preghiera della comunità. Di norma, la chiesa e i giardini aprono ai visitatori la mattina dalle 08:00 alle 10:30 e nel pomeriggio dalle 14:30 alle 16:30.

Il complesso rimane chiuso durante la pausa pomeridiana, nei periodi di ritiro spirituale e durante le principali solennità del calendario liturgico. Per questo motivo, conviene programmare l'arrivo all'inizio delle fasce d'apertura per godersi la visita con la dovuta calma.

 

Ingresso e offerte

L'accesso al monastero, ai giardini e alla chiesa è completamente gratuito.

La comunità monastica vive del proprio lavoro e della generosità dei fedeli. Chi desidera sostenere la manutenzione del complesso può lasciare un'offerta libera nelle apposite cassette custodite all'interno della chiesa o lungo i viali dei giardini.

 

 

Come vestirsi

Trattandosi di un luogo sacro, ai visitatori è richiesto un abbigliamento decoroso con spalle e ginocchia coperte. Evitate canottiere, pantaloncini o abiti troppo corti.

Nei mesi caldi un semplice foulard leggero rappresenta la soluzione più pratica da indossare prima di entrare. Inoltre, poiché il sagrato e i camminamenti sono pavimentati in ghiaia e pietra, si consigliano calzature comode e chiuse.

 

Fotografie, silenzio e droni

Il silenzio è un elemento essenziale dell'atmosfera di Chau Son. All'interno della chiesa le fotografie sono consentite solo con molta discrezione e rigorosamente senza flash, per non disturbare chi si trova in preghiera.

I monaci e i momenti di preghiera non devono essere ripresi senza un esplicito consenso. Inoltre, l'uso di droni o attrezzature fotografiche professionali è vietato nell'intero perimetro monastico senza un'autorizzazione scritta della direzione.

 

Stagioni e luce

Il monastero regala fascino in ogni periodo dell'anno. L'inverno offre un'atmosfera mistica avvolta dalla nebbia mattutina, mentre la primavera e l'autunno regalano cieli limpidi e giardini rigogliosi. D'estate, la luce del primo mattino fa risplendere i mattoni rossi della facciata con toni caldi e aranciate.

Per un'esperienza ancora più intima e tranquilla, è preferibile programmare la visita nei giorni feriali, quando l'affluenza di visitatori locali è decisamente inferiore rispetto al fine settimana.

 

 

Come arrivare al monastero di Chau Son

Da Hanoi

Da Hanoi si percorrono poco meno di 100 km: l'autostrada verso sud fino all'area di Ninh Binh, poi strade provinciali in direzione ovest verso Nho Quan. In auto servono indicativamente due ore, due ore e mezza, a seconda del traffico in uscita dalla capitale. L'auto con autista è la soluzione più pratica per combinare il monastero con altre tappe; i mezzi pubblici richiedono cambi e tempi poco prevedibili.

 

Da Tam Coc, Trang An o dal centro di Ninh Binh

Chi soggiorna a Ninh Binh si trova a circa 35 km dal monastero di Chau Son, indicativamente tra i 45 minuti e l'ora di strada. Il percorso verso ovest passa vicino a Trang An e alla zona di Bai Dinh, il che rende facile unire più visite nella stessa mattinata. Taxi e auto con autista sono le opzioni più comode.

 

Come inserire Chau Son in un itinerario a Ninh Binh

La soluzione più semplice è una mezza giornata che unisce Chau Son e Bai Dinh, due luoghi religiosi molto diversi situati nella stessa direzione, con un contrasto istruttivo tra il silenzio del monastero e la monumentalità del complesso buddhista. Per una giornata intera, l'abbinamento più logico è con il Parco nazionale di Cuc Phuong, nella stessa area di Nho Quan, partendo presto e dedicando la mattina al monastero e il resto della giornata alla foresta.

Unire Chau Son e Phat Diem nella stessa giornata è possibile, ma i due luoghi si trovano ai lati opposti della provincia e il tempo in auto si allunga molto. Ha senso per chi è particolarmente interessato al patrimonio cattolico del Nord, meglio se con un pernottamento a Ninh Binh. Anche l'escursione in giornata da Hanoi è fattibile, ma comporta circa cinque ore di strada tra andata e ritorno: inserire il monastero di Chau Son in un soggiorno di due o tre giorni a Ninh Binh permette di viverlo con più calma.

 

 

Domande frequenti sul monastero di Chau Son

Dove si trova il monastero di Chau Son?

Nell'area di Nho Quan, nella parte occidentale della provincia di Ninh Binh, a circa 35 km dal centro di Ninh Binh e a poco meno di 100 km da Hanoi. Sulle mappe conviene cercare "Đan viện Chau Son", per non confonderlo con il quartiere omonimo dell'ex provincia di Ha Nam.

Il monastero di Chau Son è aperto ai visitatori?

Sì. La chiesa, il sagrato e i giardini si possono visitare in fasce orarie limitate, al di fuori dei momenti di preghiera della comunità, mentre gli edifici della clausura non sono accessibili. Poiché gli orari possono variare, è consigliabile verificarli prima della visita.

È previsto un biglietto d'ingresso?

Secondo le informazioni attualmente disponibili non è previsto un biglietto d'ingresso. Chi desidera sostenere la comunità può lasciare un'offerta, se è presente un punto dedicato.

Si può fotografare all'interno della chiesa?

In genere sì, con discrezione: senza flash e senza disturbare chi prega. Durante le celebrazioni è meglio astenersi, e i monaci non vanno fotografati senza il loro consenso. Per droni e attrezzatura professionale è bene chiedere prima alla comunità.

Quanto tempo serve per la visita?

Da un'ora a un'ora e mezza sono sufficienti per vedere la chiesa, il giardino di Fatima, le uova di pietra e l'antico pozzo. Chi ama fotografare o desidera fermarsi in silenzio può prevedere qualche minuto in più.

Si possono visitare Chau Son e Cuc Phuong nello stesso giorno?

Sì, è l'abbinamento più logico, perché si trovano nella stessa area di Nho Quan. Conviene dedicare la mattina al monastero, anche per rientrare nelle fasce di apertura, e il resto della giornata al parco nazionale.

Chau Son e Phat Diem si possono vedere in un'unica giornata?

È possibile, ma i due luoghi si trovano ai lati opposti della provincia, a circa 65 km di distanza. La giornata diventa lunga, soprattutto partendo da Hanoi: è più comodo organizzarla con un pernottamento a Ninh Binh.

 

 

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Con oltre 15 anni di esperienza nella creazione di viaggi su misura, Vietnam Original Travel vi accompagna alla scoperta dei tesori nascosti del Nord del Vietnam. Possiamo integrare la visita al monastero di Chau Son in un itinerario personalizzato a Ninh Binh, abbinandola alle meraviglie di Cuc Phuong o Trang An. Contattate i nostri esperti locali tramite il modulo sottostante per ricevere un preventivo gratuito e personalizzato. 

 

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Lilia Dang
Consulente di viaggio di Vietnam Original Travel

Con una passione inesauribile per i viaggi, Lilianne (Lilia) esplora costantemente nuovi percorsi, incontrando le persone del posto. Da queste esperienze autentiche nascono proposte di viaggio uniche, che permettono ai viaggiatori non solo di “andare”, ma di vivere davvero ogni momento del loro viaggio.

 

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