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Trenta centimetri di vuoto: il Ponte del Bacio a Phu Quoc

Due bracci che si allungano sul mare senza mai toccarsi: il Ponte del Bacio è l'opera che ha cambiato il volto del sud di Phu Quoc. Chi lo progettò, che cosa significano i trenta centimetri di vuoto, a che ora arrivare per il tramonto e come inserirlo in un itinerario.

Ponte del Bacio a Phu Quoc: il ponte degli innamorati tra architettura e tramonto

Alle cinque e mezza del pomeriggio, sulla costa sud-occidentale di Phu Quoc, la gente si dispone lentamente lungo due bracci di acciaio che avanzano sul mare e, all'ultimo istante, si fermano. Fra le due punte restano trenta centimetri di vuoto: lo spazio esatto di una stretta di mano, di un abbraccio, di un bacio. Non è un errore di costruzione, è il punto dell'intero progetto.

In breve, il Ponte del Bacio (Cau Hon, internazionalmente Kiss Bridge) si trova a Sunset Town, nell'estremità meridionale di Phu Quoc. È un ponte pedonale sul mare lungo circa 800 metri, progettato dall'architetto italiano Marco Casamonti e inaugurato il 22 dicembre 2023. È formato da due bracci che non si congiungono. Si visita nel tardo pomeriggio, per il tramonto: l'accesso è a pagamento e conviene calcolare almeno due ore.

 

ista aerea del Ponte del Bacio a Phu Quoc al tramonto

 

Che cos'è davvero il Ponte del Bacio

Dal punto di vista tecnico non è un ponte: non collega due sponde e non porta da nessuna parte. È una passeggiata pedonale che si protende sul mare, composta da due tratti indipendenti chiamati North Wing e South Wing, per una lunghezza complessiva di circa 800 metri. I due bracci partono dalla costa, si allungano verso il largo e si avvicinano fino a lasciare fra le punte una distanza minima. Il vuoto è la struttura.

Ne deriva una conseguenza pratica che sorprende molti visitatori: non esiste un percorso ad anello. Si arriva alla punta di un braccio, si guarda il braccio opposto a pochi centimetri, si torna indietro e, volendo, si ripete l'operazione dall'altro lato. È un dettaglio banale, ma cambia il calcolo dei tempi.

Cau Hon: il gioco di parole che in italiano si perde

Il nome vietnamita nasconde una doppia lettura che né l'italiano né l'inglese riescono a conservare, e che spiega buona parte della fortuna popolare del luogo.

Letto come una normale espressione vietnamita, cau hon si scompone in due parole di uso quotidiano: cau, ponte, e hon, baciare. Da qui la traduzione corrente, Ponte del Bacio. Ma le stesse due sillabe esistono anche come termini di origine sino-vietnamita, ereditati dal cinese classico, con significati del tutto diversi: cau nel senso di chiedere e hon nel senso di matrimonio, la stessa radice che ritorna in hon nhan, matrimonio, e in hon le, cerimonia nuziale. Con questa seconda chiave di lettura cau hon non è affatto un ponte: è il verbo che in vietnamita indica la proposta di matrimonio, l'equivalente preciso del nostro chiedere la mano.

 

Dettaglio ravvicinato delle due punte del Ponte del Bacio separate da pochi centimetri

 

Le due letture non si escludono: convivono nelle stesse due sillabe, e nulla nella lingua permette di stabilire quale sia quella giusta. Il nome dell'opera è quindi contemporaneamente una descrizione e una domanda. Un vietnamita che legge l'insegna vede tutte e due le cose insieme; un visitatore che legge la traduzione ne vede una sola.

È anche il motivo per cui il luogo ha assunto rapidamente una funzione precisa nel Paese: è diventato uno degli scenari più richiesti in Vietnam per le proposte di matrimonio vere, perché il nome stesso suggerisce il gesto. Il progetto ha fornito la scena, la lingua ha fornito il copione.

Vale la pena tenerlo a mente durante la visita, perché aggiunge un livello al riferimento michelangiolesco: i trenta centimetri fra le due punte non rappresentano solo un contatto mai compiuto, ma anche una domanda alla quale non è stata ancora data risposta.

 

I trenta centimetri e il riferimento a Michelangelo

 

I trenta centimetri e il riferimento a Michelangelo

 

Tra le due punte del ponte resta uno spazio minimo di circa trenta centimetri — anche se a occhio nudo, a seconda dell'angolazione, potrebbe sembrarne qualcuno in più.

Il riferimento visivo dichiarato è La creazione di Adamo di Michelangelo, l'affresco della Cappella Sistina in cui il dito di Dio e quello di Adamo restano separati da uno spazio minimo. A questa citazione europea se ne sovrappone una vietnamita: la storia di Nguu Lang e Chuc Nu, due amanti separati sulle sponde opposte di un fiume celeste che una sola volta all'anno si incontrano su un ponte formato in volo da uno stormo di uccelli. Il tema del ponte come luogo di un incontro raro appartiene quindi già al patrimonio narrativo locale, e il progetto lo mette in dialogo con l'immagine rinascimentale.

 

Dove si trova

Il Ponte del Bacio si trova a Sunset Town, in vietnamita Thi tran Hoang Hon, un quartiere costiero di nuova costruzione nella zona di An Thoi, all'estremità meridionale dell'isola. Da qui parte anche la funivia per l'isola di Hon Thom.

La posizione spiega il successo del luogo: Sunset Town guarda a ovest, sul Golfo di Thailandia, senza ostacoli davanti alla linea dell'orizzonte. Il sole tramonta in mare, non dietro una collina, e il ponte è orientato esattamente in quella direzione. Molte spiagge dell'isola offrono bei tramonti; poche offrono un tramonto frontale inquadrato da un'architettura.

 

Sunset Town Phu Quoc

 

Un'opera italiana in Vietnam

Il progetto porta la firma di Marco Casamonti, fondatore dello studio fiorentino Archea Associati, e ha richiesto circa due anni di lavoro; Casamonti è stato ambasciatore dell'Italian Design Day nel 2020.

L'idea di partenza non aveva nulla di romantico. La spiaggia centrale di Sunset Town aveva bisogno di una barriera frangiflutti che riducesse il moto ondoso. Da quella necessità tecnica è nato il ripensamento che ha trasformato l'opera in un elemento architettonico autonomo: la struttura conserva la logica di un'infrastruttura marittima, ma è modellata come un oggetto da guardare e da percorrere.

I lavori sono iniziati il 13 maggio 2021 e hanno attraversato gli anni della pandemia. La parte tecnicamente più delicata riguarda gli sbalzi: ciascun braccio termina con una mensola lunga fino a venticinque metri, vincolata da un solo lato, sostenuta da pilastri inclinati di sessantacinque gradi anziché verticali, per un peso di circa quattrocento tonnellate per lato. È il motivo per cui, avanzando verso la punta, si ha la sensazione di camminare su qualcosa che non poggia su nulla: nell'ultimo tratto, sotto i piedi, non c'è alcun appoggio.

 

Ponte del Bacio Un opera italiana in Vietnam

 

I dettagli che una visita frettolosa non coglie

Le superfici laterali dei parapetti nascondono un dettaglio suggestivo: sono traforate con quasi quattrocento testi d'amore, versi e proverbi incisi in ben 22 lingue diverse. Di giorno il traforo appare come un elegante motivo decorativo; dopo il tramonto, le luci integrate lo illuminano dall'interno, facendo letteralmente brillare le parole lungo la passeggiata. 

Il secondo dettaglio riguarda l'allineamento astronomico. L'orientamento dell'infrastruttura è stato calcolato al millimetro: ogni primo gennaio, al momento del tramonto, il disco solare si incastra con precisione matematica esattamente al centro del vuoto tra le due estremità. 

L'opera ha avuto un'eco internazionale immediata: la CNN le ha dedicato un servizio, sottolineando come si trattasse di un ponte pensato non per essere attraversato ma per fermarsi a metà.

 

Il tramonto: cosa aspettarsi davvero

Il Ponte del Bacio è costruito attorno a un'unica ora del giorno. Chi ci arriva a mezzogiorno trova una passerella esposta al sole, senza ombra e senza il fenomeno che la rende famosa.

L'orario giusto

Phu Quoc si trova attorno al decimo parallelo nord, quindi la durata del giorno varia poco nel corso dell'anno: il tramonto oscilla indicativamente fra le 17:45 di fine novembre e le 18:25 di inizio luglio. Non esistono tramonti tardi come in Italia d'estate; anche a luglio, alle 19:00 è già notte.

L'orario di arrivo consigliato è circa novanta minuti prima del tramonto: è il tempo necessario per entrare, percorrere entrambi i bracci senza fretta e scegliere una posizione. La luce migliore, contrariamente a quanto si crede, non è quella del sole basso ma quella dei venti minuti successivi alla sua scomparsa, quando il cielo vira al viola e le luci del ponte si accendono. Molti visitatori se ne vanno esattamente in quel momento.

 

Il tramonto - Il Ponte del Bacio - Phu Quoc

 

Il rovescio della medaglia

Nell'ora del tramonto il ponte è affollato, e in alta stagione può esserlo molto. La punta di ciascun braccio è lo spazio più conteso e vi si forma una fila informale per la fotografia: chi cerca un tramonto solitario non lo troverà qui. Un compromesso ragionevole consiste nel percorrere il ponte fino in fondo appena entrati, quando il sole è ancora alto, e arretrare poi verso un punto intermedio, dove lo spazio è maggiore e la vista sull'orizzonte è identica.

Va messo in conto anche il vento: la struttura è protesa sul mare aperto, senza riparo, e in caso di condizioni avverse l'accesso può essere limitato o sospeso.

 

Come arrivare

Il ponte si trova nel sud dell'isola, mentre la maggior parte degli alloggi si concentra lungo la costa occidentale e attorno a Duong Dong. Dall'aeroporto internazionale di Phu Quoc la distanza è di circa venti chilometri, percorribili in venti-trenta minuti. Dal centro di Duong Dong si tratta di circa venticinque chilometri e trentacinque-quaranta minuti, con un margine da prevedere nel tardo pomeriggio, quando molti si spostano nella stessa direzione.

 

Come arrivare il Ponte dei Baci - Phu Quoc

 

Il taxi è la soluzione più semplice, ma dopo il tramonto la domanda è alta e l'attesa può allungarsi: conviene concordare in anticipo l'orario del rientro con l'autista. L'auto privata con conducente è la formula più comoda per chi ha poco tempo o viaggia con bambini. Lo scooter richiede patente internazionale valida e va valutato con attenzione per il rientro notturno, su una strada in parte poco illuminata.

 

Biglietti e orari

L'ingresso al quartiere di Sunset Town è libero; l'accesso al ponte è soggetto a biglietto. Il titolo viene venduto sia singolarmente sia, più spesso, all'interno di combinazioni che includono la funivia per Hon Thom o lo spettacolo serale: chi ha già acquistato un biglietto per la funivia dovrebbe verificare se l'accesso al ponte sia compreso, perché in molte formule lo è.

Il costo del biglietto per i visitatori internazionali è di 100.000 VND per la fascia diurna (07:00 – 16:00) e di 200.000 VND per la fascia del tramonto (16:00 – 20:00). Dopo le 20:30 la tariffa è di 50.000 VND. I bambini di altezza inferiore a 1 metro entrano gratuitamente.

Il braccio Nord è aperto dalle 07:00 alle 23:00, mentre il braccio Sud chiude temporaneamente tra le 20:40 e le 21:45 per garantire la sicurezza durante lo spettacolo multimediale serale Kiss of the Sea (con fuochi d'artificio alle 21:30), per poi riaprire fino alle 23:00. Il ponte è percorribile anche con passeggini e sedie a rotelle, pur tenendo conto delle pendenze e dell'assenza di zone d'ombra.

 

Cosa fare intorno al ponte

Il Ponte del Bacio da solo non giustifica un trasferimento di quaranta minuti; inserito in un pomeriggio a Sunset Town, sì. Il quartiere è stato costruito con un'evidente ispirazione mediterranea, con piazze, una torre dell'orologio e un lungomare pedonale che si anima nel tardo pomeriggio. Per un viaggiatore italiano l'effetto è particolare: si attraversa un pezzo di Vietnam che cita l'Europa meridionale.

 

Cosa fare intorno al Ponte del Bacio

 

Nell'area antistante il ponte si tiene uno spettacolo multimediale serale sul mare, con giochi d'acqua, luci e fuochi d'artificio, che richiede un biglietto dedicato; orari e giorni di riposo variano e vanno verificati prima della visita. Sul braccio nord si trova un ristorante affacciato sul mare e sul braccio sud una caffetteria: sono soluzioni pratiche per assistere al tramonto seduti, con prenotazione consigliata in alta stagione.

La stazione della funivia per Hon Thom, la più lunga del mondo sul mare, si trova a pochi minuti a piedi. Chi volesse combinare le due esperienze dovrebbe salire in funivia nella prima parte della giornata e riservare il tardo pomeriggio al ponte, mai il contrario.

 

Quanto tempo dedicargli e come inserirlo in un itinerario

Per la sola visita del ponte servono circa due ore, comprendendo l'ingresso, entrambi i bracci, l'attesa del tramonto e la seconda passeggiata con le luci accese. Aggiungendo la passeggiata a Sunset Town e una cena si arriva a cinque ore; con lo spettacolo serale, all'intera seconda metà della giornata.

In un soggiorno di tre giorni sull'isola conviene collocare questo pomeriggio nel giorno di arrivo, se l'atterraggio è mattutino, oppure abbinarlo alla giornata dedicata alla funivia e all'arcipelago di An Thoi. L'errore ricorrente è programmarlo nel giorno della partenza: con un volo serale il margine si assottiglia troppo.

Nella maggior parte degli itinerari che attraversano il Vietnam da nord a sud, Phu Quoc rappresenta la parte conclusiva. Con tre notti sull'isola, dedicare un pomeriggio al sud è una scelta equilibrata; con due notti soltanto significa rinunciare a metà del tempo di mare.

 

Per chi ha senso e per chi no

Ha senso per chi ha interesse per l'architettura contemporanea, per le coppie, per chi viaggia con adolescenti e per chi vuole almeno un tramonto memorabile in Vietnam. Ha meno senso per chi cerca il Vietnam rurale, per chi si muove con budget contenuto, per chi ha un solo giorno pieno sull'isola e vuole dedicarlo al mare, e per chi mal sopporta i luoghi affollati.

Chi rinuncia al ponte non rinuncia al tramonto. La lunga spiaggia di Bai Truong, sulla costa occidentale, offre un tramonto frontale a pochi minuti da Duong Dong, senza biglietto. L'estremità nord-occidentale, attorno a Ganh Dau, propone un contesto più naturale; il villaggio di pescatori di Rach Vem, a nord, un'atmosfera completamente diversa fra case su palafitte e barche.

 

Il tramonto - Il Ponte del Bacio - Phu Quoc

 

Quando visitare

La stagione secca, indicativamente da novembre ad aprile, porta cieli tersi e la maggiore probabilità di tramonti nitidi: è il periodo più favorevole, e coincide con l'alta stagione. Da maggio a ottobre i rovesci pomeridiani sono frequenti e il mare più mosso, ma i temporali tropicali sono spesso brevi e i cieli carichi producono tramonti drammatici: nella stagione delle piogge conviene però tenere una seconda serata di riserva. Nei mesi di transizione, in particolare aprile e novembre, il rapporto fra condizioni meteorologiche e affollamento è generalmente il più favorevole.

 

Un'ultima considerazione

Il Ponte del Bacio divide: c'è chi lo considera una delle architetture più intelligenti costruite in Asia negli ultimi anni e chi lo liquida come una scenografia per fotografie. Entrambe le letture contengono qualcosa di vero. Quello che resta è un'idea rara: un'opera costruita non per portare da qualche parte, ma per fermare le persone in un punto preciso e obbligarle a guardare tutte nella stessa direzione, per venti minuti al giorno. Come il nome che porta, funziona su due piani insieme.

 

Il Ponte del Bacio - Phu Quoc

 

Frequently asked questions

Dove si trova esattamente il Ponte del Bacio a Phu Quoc?

Si trova a Sunset Town, nella zona di An Thoi, all'estremità meridionale dell'isola, sulla costa occidentale affacciata sul Golfo di Thailandia. Dista circa venti chilometri dall'aeroporto internazionale e circa venticinque chilometri dal centro di Duong Dong.

Che cosa significa il nome Cau Hon?

Significa due cose insieme. Letto come espressione vietnamita corrente, cau hon vale ponte del bacio. Ma le stesse sillabe, nella loro origine sino-vietnamita, significano chiedere e matrimonio: cau hon è anche il verbo che indica la proposta di matrimonio. Il doppio senso è voluto ed è intraducibile in italiano.

Perché i due bracci del ponte non si toccano?

La separazione è l'anima stessa del progetto. Le due estremità si avvicinano fino a circa trenta centimetri, lasciando lo spazio sufficiente perché due persone possano allungarsi e quasi toccarsi con le dita o scambiarsi un gesto. Il richiamo visivo è alla celebre Creazione di Adamo di Michelangelo, dove il contatto rimasto sospeso carica la scena di significato. 

 

Dettaglio ravvicinato delle due punte del Ponte del Bacio separate da pochi centimetri

 

Chi ha progettato il Ponte del Bacio?

L'architetto italiano Marco Casamonti, fondatore dello studio fiorentino Archea Associati, con circa due anni di lavoro sul progetto. L'opera è stata realizzata da Sun Group: i lavori sono iniziati il 13 maggio 2021 e l'inaugurazione è avvenuta il 22 dicembre 2023.

A che ora conviene arrivare per il tramonto?

Circa novanta minuti prima del tramonto. A Phu Quoc il sole cala indicativamente fra le 17:45 di fine novembre e le 18:25 di inizio luglio. Il momento fotograficamente migliore sono i venti minuti successivi alla scomparsa del sole, quando si accendono le luci integrate nei parapetti.

Il Ponte del Bacio si può visitare gratuitamente?

L'accesso al quartiere di Sunset Town è libero, mentre l'ingresso al ponte è soggetto a biglietto. Il titolo è spesso incluso nelle formule combinate con la funivia per Hon Thom o con lo spettacolo serale: conviene verificare cosa comprende il proprio biglietto prima di arrivare all'ingresso.

Qual è il periodo migliore dell'anno per andarci?

La stagione secca, indicativamente da novembre ad aprile, offre cieli più limpidi e maggiore probabilità di tramonti nitidi. Da maggio a ottobre i rovesci pomeridiani sono frequenti ma spesso brevi, e i cieli nuvolosi possono produrre tramonti molto suggestivi: conviene però prevedere una serata di riserva.

 

Ponte del Bacio Phu Quoc Un opera italiana in Vietnam

 

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Camilla Tran
Travel blogger di Vietnam Original Travel

Camilla Tran - travel blogger appassionata di viaggi, dalle avventure alla scoperta di culture diverse alle vacanze di puro relax in riva al mare. Per lei, ogni viaggio è un’occasione per cogliere la bellezza variegata del mondo, dove cultura, persone e natura si fondono in esperienze indimenticabili.

 

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