Prima volta in Vietnam: quali tappe scegliere e quali rimandare
Chi organizza la prima volta in Vietnam si trova davanti a troppe destinazioni e a troppi pochi giorni. Questa guida spiega quante notti merita ogni tappa, quali destinazioni reggono un primo itinerario, quali conviene rimandare e come la stagione cambia la lista.
Prima volta in Vietnam: quali tappe scegliere e quali rimandare
Sulla scrivania di chi prepara il primo viaggio in Vietnam finiscono quasi sempre le stesse cose: una cartina lunga e stretta, una ventina di nomi cerchiati e un numero di giorni che non basta per tutti. È a quel punto che comincia il vero lavoro, e non consiste nell'aggiungere tappe ma nel toglierne.
Questa guida affronta la prima volta in Vietnam dal lato meno raccontato: non quali luoghi siano belli, lo sono quasi tutti, ma quante notti ciascuno richiede per essere vissuto davvero, e quali si possono rimandare senza rimpianti.
Per una prima volta in Vietnam funzionano cinque o sei tappe lungo l'asse nord-sud: Hanoi, la Baia di Halong, Ninh Binh, Hue, Hoi An e Ho Chi Minh City con il Delta del Mekong. Con quattordici giorni pieni si percorrono senza fretta, contando almeno due notti per tappa. Sapa, Phu Quoc, Da Lat e la Cambogia hanno senso soltanto oltre i diciotto giorni.

Il criterio che conta: non quante tappe, ma quante notti
La domanda più diffusa "quante tappe riesco a inserire?" porta quasi sempre a un itinerario sbagliato. La domanda utile è un'altra: quante notti posso permettermi di lasciare in ogni luogo?
La differenza non è retorica. Il giorno dell'arrivo in una nuova tappa non è mai una giornata piena: si viaggia al mattino, si arriva nel primo pomeriggio, si prende possesso della camera, e quello che resta è un mezzo pomeriggio. Il giorno della ripartenza vale ancora meno, perché i trasferimenti si concentrano quasi sempre nelle prime ore. Una tappa da una notte sola, tradotta in tempo reale, significa mezza giornata di visita.
Da qui la regola che vale la pena adottare fin dall'inizio: ogni tappa merita almeno due notti, con una sola eccezione ragionevole, la crociera nella baia, che per sua natura dura una notte. Applicata a un viaggio, questa regola riduce il numero di destinazioni ma aumenta in modo netto la quantità di viaggio effettivamente vissuta.
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Giorni disponibili |
Tappe realistiche |
Struttura consigliata |
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7–8 |
2 |
Una sola macroregione, senza voli interni |
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10–11 |
3–4 |
Nord e sud collegati da un volo interno |
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14 |
5–6 |
Asse completo nord-centro-sud, due voli interni |
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18 e oltre |
6–7 |
Asse completo più una deviazione o un secondo Paese |
Il confine fra "pieno" e "troppo pieno" passa proprio da qui. Chi tenta sette tappe in dodici giorni non vede sette luoghi: ne vede due o tre, e attraversa gli altri.
Tre domande da porsi prima di cerchiare i nomi
Prima di stabilire l'ordine delle tappe conviene rispondere a tre domande, perché ciascuna esclude automaticamente una parte delle opzioni.
In quale stagione si parte. Il Vietnam non ha un clima unico, e il mese di partenza rende alcune tappe brillanti e altre poco sensate. La sezione dedicata più avanti entra nel dettaglio.

Quale ritmo è sostenibile. Cambiare alloggio ogni due notti comporta valigie, check-in, orientamento continuo. Alcuni viaggiatori lo trovano stimolante, altri arrivano stanchi a metà viaggio. Non esiste una risposta giusta, ma la risposta cambia il numero di tappe.
Che cosa si vuole portare a casa. Un viaggio costruito attorno alla cucina, uno costruito attorno ai paesaggi e uno costruito attorno al patrimonio storico non hanno la stessa lista. Chi cerca soprattutto la tavola darà più notti a Hanoi, Hue e Hoi An; chi cerca i paesaggi ne darà di più a Ninh Binh e alla baia.
Quante notti merita ogni tappa
Questa è la tabella che conviene tenere davanti mentre si compone il percorso. La colonna centrale indica il minimo sotto il quale la tappa perde senso; l'ultima indica che cosa si guadagna concretamente aggiungendo una notte.
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Tappa |
Notti minime |
Notti ideali |
Cosa aggiunge una notte in più |
|
Hanoi |
2 |
3 |
Il Museo di Etnologia, un quartiere fuori dal centro storico, una mattina senza sveglia |
|
Baia di Halong o Lan Ha |
1 (crociera) |
2 (crociera) |
Aree della baia meno frequentate, kayak, un'alba senza trasferimento immediato |
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Ninh Binh |
1 |
2 |
Trang An e Tam Coc senza doverne scegliere uno, Hang Mua all'alba |
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Hue |
1 |
2 |
Le tombe imperiali oltre la Cittadella, una cena dedicata alla cucina locale |
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Hoi An |
2 |
3 |
La spiaggia, un corso di cucina, le campagne intorno in bicicletta |
|
Ho Chi Minh City |
2 |
2 |
Raramente serve di più in un primo viaggio |
|
Delta del Mekong |
1 |
2 |
Un mercato galleggiante al mattino presto invece che una gita in giornata |
|
Sapa |
2 |
3 |
Un trekking vero invece di un affaccio panoramico |
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Phu Quoc |
3 |
4 |
Il recupero reale dopo due settimane di spostamenti |
Due letture utili di questa tabella. La prima: sommando i minimi delle sei tappe classiche si arriva a nove notti, a cui vanno aggiunti i trasferimenti, il giorno di arrivo in Vietnam e quello di partenza. Quattordici giorni non sono una cifra arbitraria, sono il risultato di questa somma con un margine minimo.
La seconda: Ninh Binh e Hue sono le uniche tappe classiche che funzionano anche con una notte sola, ed è per questo che compaiono negli itinerari da dieci giorni mentre Sapa e Phu Quoc no.
Le sei tappe che reggono una prima volta in Vietnam
Queste destinazioni formano una base equilibrata perché alternano città e campagna, acqua e terraferma, patrimonio e vita quotidiana, e perché sono collegate fra loro da trasferimenti ragionevoli.
Hanoi

La capitale non è bella nel senso convenzionale del termine, ed è esattamente questo il motivo per cui conviene iniziare da qui. Nel Quartiere Vecchio le botteghe occupano il marciapiede, il traffico dei motorini si apre e si richiude attorno a chi cammina, e un pomeriggio passa fra una tazza di caffè all'uovo e una ciotola di zuppa consumata su uno sgabello basso. Hanoi non si visita per elenchi: si attraversa.
Due notti bastano per il centro storico, il lago Hoan Kiem all'alba e uno spettacolo delle marionette sull'acqua. Con tre notti entra anche il Museo di Etnologia, che chiarisce un aspetto del Paese difficile da cogliere altrove: il Vietnam conta cinquantaquattro gruppi etnici riconosciuti, e capirlo prima di salire verso le montagne cambia la lettura di tutto il resto del viaggio.
Una nota sull'ordine: iniziare dal nord conviene a chi arriva dall'Italia con un volo notturno, perché Hanoi assorbe bene un primo giorno a ritmo lento.
La Baia di Halong, oppure Lan Ha

Sulla baia la scelta non riguarda se andarci, ma come. L'escursione in giornata da Hanoi consuma quasi otto ore fra andata e ritorno per restituire poche ore effettive sull'acqua, quasi sempre nella parte più frequentata. La crociera con pernottamento cambia completamente l'esperienza: il momento che vale il viaggio è il silenzio del primo mattino, quando le imbarcazioni giornaliere non sono ancora arrivate.
Halong non è l'unica opzione. La vicina Lan Ha offre gli stessi pinnacoli calcarei con un traffico nautico minore, e Bai Tu Long rappresenta una terza via ancora più tranquilla. La scelta fra le tre incide in modo concreto sull'esperienza, e merita una valutazione a sé.
Se il cielo è coperto, condizione frequente nei mesi invernali al nord, la baia non perde il suo effetto: cambia registro, diventa più sfumata e meno fotografica. È un limite reale di cui tenere conto quando si sceglie il mese.
Ninh Binh

A circa cento chilometri a sud di Hanoi, raggiungibile in treno in circa due ore, Ninh Binh è conosciuta come la "Halong terrestre": le stesse formazioni carsiche, ma emergono dalle risaie invece che dal mare. Si visita in barca a remi, a Trang An, riconosciuto dall'UNESCO, oppure lungo il tratto di Tam Coc, più intimo e più fotografato.
La salita di Hang Mua conta quasi cinquecento gradini e restituisce la veduta più riconoscibile del nord del Paese. Va affrontata presto al mattino, sia per la luce sia per il caldo, ed è il punto dell'itinerario che richiede maggiore mobilità: chi ha difficoltà con le scale può fermarsi a metà percorso, dove la vista è già ampia.
Ninh Binh funziona bene come giornata di respiro fra la densità di Hanoi e il trasferimento verso il centro. Con due notti si visitano entrambi i complessi fluviali senza dover scegliere.
Hue

Hue è l'antica capitale imperiale e mantiene un registro completamente diverso dal resto del percorso: più composto, più lento, più legato alla memoria. La Cittadella, le tombe della dinastia Nguyen disseminate lungo il Fiume dei Profumi e una tradizione gastronomica che i vietnamiti considerano la più raffinata del Paese giustificano la sosta anche quando il tempo è poco.
Da Hue parte inoltre il tratto di strada più scenografico dell'intero itinerario: il Passo di Hai Van, che separa il nord e il centro anche dal punto di vista climatico e si affaccia sul mare con una serie di tornanti. Percorrerlo in auto privata invece di volare fra le due città trasforma un trasferimento in una mezza giornata di viaggio vero.
Con una sola notte si vede la Cittadella e si cena bene. Con due entrano le tombe imperiali, che sono la parte meno affollata e più interessante.
Hoi An

L'arrivo a Hoi An nel tardo pomeriggio, quando le lanterne si accendono lungo il fiume, è il tipo di immagine che resta. La città vecchia è piccola, pedonale e riconosciuta dall'UNESCO: si attraversa a piedi in un'ora e si frequenta per giorni.
È anche la tappa più adatta alle esperienze: un abito confezionato su misura, un corso di cucina, un giro in bicicletta fra le risaie e gli orti di Tra Que, il mare di An Bang a pochi chilometri. Per questo Hoi An è l'unica tappa dove tre notti si giustificano facilmente anche in un itinerario compatto.
Il limite va detto chiaramente: il centro storico è molto turistico e nelle ore serali diventa affollato. Chi cerca la Hoi An delle fotografie farà bene ad alzarsi presto, quando il fiume è ancora vuoto, e a passare parte della giornata fuori dal perimetro della città vecchia.
Ho Chi Minh City e il Delta del Mekong

Ho Chi Minh City, che quasi tutti continuano a chiamare Saigon, è l'opposto di Hanoi: più verticale, più veloce, più aperta verso l'esterno. In due notti entrano i luoghi legati alla storia recente, i musei dedicati alla guerra, i tunnel di Cu Chi a nord della città, e una serata dall'alto, che aiuta a percepire la scala della metropoli.
A sud comincia il Delta del Mekong, ed è la tappa che chiude bene un primo viaggio perché riporta il ritmo verso il basso. Ben Tre, a circa due ore dalla città, si presta a una gita fra i canali e i frutteti. Can Tho è più lontana ma consente di essere sui mercati galleggianti all'alba, che è l'unico momento in cui hanno davvero senso: verso metà mattina l'attività si è già esaurita.
La differenza fra una gita in giornata e una notte nel Delta è tutta qui. Chi vuole i mercati galleggianti deve dormire nel Delta; chi si accontenta dei canali può rientrare in serata.
Le tappe che conviene rimandare al secondo viaggio
Nessuna di queste destinazioni è meno interessante delle precedenti. Il punto è il prezzo che ciascuna chiede in giorni, e che cosa si è costretti a togliere per pagarlo. Per ognuna sono indicati il costo reale in giornate, la tappa che salta di conseguenza e la condizione in cui invece vale la pena inserirla.
Sapa e Ha Giang

Costo in giorni: Sapa richiede due notti più un trasferimento lungo da Hanoi in entrambe le direzioni, quindi circa quattro giornate. Ha Giang, con il suo circuito su strade di montagna, ne chiede almeno cinque o sei.
Che cosa salta: con un itinerario di quattordici giorni, inserire Sapa significa rinunciare a Hue oppure al Delta del Mekong.
Quando invece vale la pena: oltre i diciotto giorni, oppure quando il viaggio è costruito espressamente attorno alle montagne e ai villaggi delle minoranze etniche. Da considerare che le strade sono tortuose, che i percorsi a piedi possono essere impegnativi e che nei mesi invernali la nebbia riduce spesso la visibilità sulle valli.
Phu Quoc

Costo in giorni: un volo interno dedicato più tre o quattro notti, quindi almeno quattro giornate piene.
Che cosa salta: in un itinerario sotto i quattordici giorni, Phu Quoc sostituisce di fatto l'intero centro del Paese.
Quando invece vale la pena: quando il viaggio supera i sedici giorni e si vuole chiudere con una fase di riposo dopo due settimane di spostamenti, oppure in viaggio di nozze. È l'unica tappa dove aggiungere notti migliora l'esperienza invece di diluirla.
Da Lat

Costo in giorni: due notti più una deviazione dall'asse nord-sud, quindi circa tre giornate.
Che cosa salta: normalmente Ninh Binh oppure la seconda notte a Hoi An.
Quando invece vale la pena: per chi viaggia nei mesi caldi e cerca una pausa dal clima tropicale, per chi ha interesse per l'architettura coloniale francese o per i paesaggi di collina con pinete e laghi. Fuori da queste motivazioni, la deviazione costa più di quanto restituisca in un primo viaggio.
Mui Ne

Costo in giorni: due notti lungo il tragitto via terra da Ho Chi Minh City verso nord, più diverse ore di strada.
Che cosa salta: di fatto il Delta del Mekong, perché entrambi occupano la stessa parte dell'itinerario.
Quando invece vale la pena: per chi pratica sport acquatici, in particolare il kitesurf, e per chi è attratto dalle dune di sabbia. Chi cerca invece una tappa balneare classica troverà condizioni diverse da quelle che immagina, e chi cerca patrimonio storico troverà poco.
L'estensione verso la Cambogia e Angkor

Costo in giorni: almeno quattro o cinque giornate, considerando il trasferimento internazionale, le formalità di ingresso e il tempo minimo per Angkor.
Che cosa salta: su sedici giorni, significa comprimere il Vietnam a dieci e vedere male entrambi i Paesi.
Quando invece vale la pena: dai diciotto giorni in su, e in particolare per chi ha un interesse specifico per l'archeologia. Sotto quella soglia l'aggiunta di un secondo Paese produce quasi sempre un viaggio affrettato su entrambi i fronti.
Requisiti d'ingresso: Le condizioni di ingresso in Cambogia sono diverse da quelle vietnamite: per i cittadini italiani/UE è richiesto un visto turistico (di 30 giorni), ottenibile facilmente online come e-Visa (tramite il portale ufficiale evisa.gov.kh) oppure direttamente all'arrivo (Visa on Arrival) negli aeroporti internazionali e ai principali valichi di frontiera terrestri. È inoltre obbligatorio compilare la scheda di ingresso digitale (Cambodia e-Arrival Card) entro 7 giorni prima dell'arrivo, e possedere un passaporto con validità residua di almeno 6 mesi.
La stagione cambia la lista delle tappe
Questo è il punto che più spesso viene trascurato: la scelta delle tappe non è indipendente dal mese di partenza. Il Paese si estende per circa milleseicentocinquanta chilometri da nord a sud e attraversa più regimi climatici, quindi lo stesso itinerario può funzionare benissimo a marzo e male a ottobre.
|
Periodo |
Nord |
Centro |
Sud |
Conseguenza sulla scelta |
|
Dicembre – febbraio |
Fresco e spesso coperto |
Variabile, più piovoso |
Secco e caldo |
La baia rende meno; si dà più peso al centro e al sud |
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Marzo – aprile |
Condizioni fra le migliori |
Buone |
Secco, caldo crescente |
Periodo in cui l'asse completo funziona meglio |
|
Maggio – agosto |
Caldo e umido |
Caldo e secco |
Stagione delle piogge |
Il centro guadagna peso; le montagne del nord sono verdi ma umide |
|
Settembre – novembre |
Autunno favorevole |
Temporali e forti piogge |
Piogge in attenuazione |
Periodo in cui conviene ridurre il tempo nel centro |
Due indicazioni pratiche che discendono da questa tabella. Chi parte fra settembre e novembre farà bene a non costruire il viaggio attorno a Hue e Hoi An, perché è la finestra in cui il centro è più esposto a temporali e piogge intense. Chi parte fra dicembre e febbraio dovrebbe considerare che la baia, pur restando suggestiva, raramente offre le condizioni delle fotografie estive, e potrebbe preferire due notti in più a sud.
Le condizioni meteorologiche puntuali vanno verificate a ridosso della partenza: si tratta di tendenze stagionali, non di garanzie.
Tre esempi di prima volta
Gli itinerari che seguono non sono programmi dettagliati ma strutture, utili per capire come cambia la lista delle tappe al variare dei giorni.

Dieci giorni: una diagonale essenziale
Hanoi (2 notti) → crociera nella baia (1 notte) → volo interno verso il centro → Hoi An (3 notti, con una giornata dedicata a Hue) → volo interno → Ho Chi Minh City (2 notti con una gita nel Delta).
È il formato che funziona meglio sotto le due settimane. Rinuncia a Ninh Binh e comprime il centro, ma mantiene la varietà nord-sud e prevede un solo spostamento al giorno. L'alternativa, per chi preferisce approfondire invece che coprire, è restare al nord: Hanoi, la baia, Ninh Binh e una quarta tappa, senza voli interni.
Quattordici giorni: l'asse completo
Hanoi (3 notti) → Ninh Binh (2 notti) → crociera nella baia (1 notte) → volo interno → Hue (1-2 notti) → Passo di Hai Van via terra → Hoi An (3 notti) → volo interno → Ho Chi Minh City (2 notti) → Delta del Mekong (1 notte).
È il formato di riferimento. Tutte le tappe rispettano il minimo, resta un margine per un giorno perso e i trasferimenti non si accumulano mai in due giornate consecutive.

Diciotto giorni: l'asse completo più una scelta
La struttura dei quattordici giorni, con l'aggiunta di una sola fra queste tre opzioni: Sapa per chi cerca montagne e villaggi, Phu Quoc per chiudere con qualche giorno di riposo, l'estensione ad Angkor per chi ha interesse archeologico.
L'errore più frequente in questa fascia è aggiungerne due invece di una. Diciotto giorni non sono venti, e la seconda aggiunta si paga sempre togliendo notti alle tappe centrali.
Gli errori che costano più giorni
Gli errori più cari alla prima volta in Vietnam non riguardano ciò che si visita, ma il modo in cui si incastrano le tappe.
Contare i giorni invece delle notti. Un viaggio di quattordici giorni comprende quasi sempre due giornate consumate dai voli intercontinentali. Le notti effettivamente disponibili sono undici o dodici, non quattordici: è su quel numero che va costruito l'itinerario.
Programmare due trasferimenti consecutivi. Anche quando ciascuno è breve, due giorni di fila passati fra aeroporti e strade azzerano la percezione del viaggio. Conviene alternare sempre una giornata di spostamento e una di permanenza.

Inserire il volo interno nello stesso giorno del rientro internazionale. È l'errore che produce le conseguenze peggiori, perché un ritardo su una tratta domestica può compromettere il volo di ritorno. Rientrare a Hanoi o a Ho Chi Minh City con una notte di margine costa una notte di albergo e protegge l'intero viaggio.
Ignorare l'orario reale delle esperienze. I mercati galleggianti del Delta si osservano all'alba, la salita di Hang Mua va fatta presto, la baia è silenziosa solo al primo mattino. Una tappa inserita senza tenere conto dell'orario giusto restituisce una versione depotenziata di sé stessa.
Trattare la stagione come un dettaglio. Scegliere le tappe prima di guardare il mese di partenza è il modo più rapido per costruire un itinerario che, sulla carta, sembra perfetto.
Prima di chiudere l'itinerario
Una volta stabilite le tappe restano da sistemare gli aspetti pratici, che meritano ciascuno un approfondimento a parte: le condizioni di ingresso e i documenti, il periodo migliore in funzione del percorso scelto, i collegamenti aerei interni e le questioni di sicurezza e salute. Sono elementi che non cambiano la lista delle tappe, ma che possono cambiare il calendario.
Vale la pena ricordare un solo punto trasversale: le regole di ingresso, gli orari e le condizioni dei trasporti sono informazioni variabili e vanno verificate su fonti ufficiali a ridosso della partenza.

Una lista che si accorcia
Un itinerario ben costruito si riconosce da ciò che non contiene. Le sei tappe dell'asse nord-sud, con le notti giuste distribuite fra loro, restituiscono un Paese molto più completo di dieci destinazioni attraversate di corsa, e questo vale in modo particolare per una prima volta in Vietnam, quando ogni luogo è nuovo e richiede un momento in più per essere letto.
Quello che resta fuori non è perduto: è la ragione per cui molti viaggiatori, tornati a casa, cominciano quasi subito a ragionare su un secondo viaggio. Sapa, Phu Quoc, Ha Giang e il Delta più profondo si prestano molto meglio a chi ha già familiarità con i ritmi del Paese.
Domande frequenti
Quante tappe si possono inserire in dieci giorni in Vietnam?
Tre o quattro, non di più, e con almeno un volo interno per evitare di consumare giornate in trasferimento. Una struttura collaudata prevede Hanoi per due notti, una notte di crociera nella baia, Hoi An per tre notti con una giornata dedicata a Hue e Ho Chi Minh City per due notti. Aggiungere una quinta tappa significa ridurre tutte le altre sotto la soglia utile.
Meglio il nord o il sud del Vietnam per la prima volta?
Con almeno dieci giorni la risposta è entrambi, percorrendo l'asse nord-sud con un volo interno. Con meno tempo conviene scegliere: il nord offre la baia, Ninh Binh e i paesaggi carsici; il sud offre la metropoli e il Delta del Mekong. La stagione aiuta a decidere, perché nei mesi invernali il sud è più affidabile dal punto di vista climatico.
Quante notti servono a Hanoi la prima volta?
Due notti coprono il Quartiere Vecchio, il lago Hoan Kiem e uno spettacolo delle marionette sull'acqua. Tre notti permettono di aggiungere il Museo di Etnologia e un quartiere fuori dal perimetro turistico, e sono consigliabili quando Hanoi è la prima tappa dopo il volo intercontinentale, perché assorbono bene l'adattamento al fuso orario.
Una notte in crociera a Halong basta o ne servono due?
Una notte è sufficiente per un primo viaggio e rappresenta il miglior rapporto fra tempo impiegato ed esperienza ottenuta. Due notti hanno senso per chi vuole raggiungere le zone meno frequentate della baia o dedicare tempo al kayak. L'escursione in giornata da Hanoi, invece, restituisce poche ore effettive sull'acqua a fronte di un lungo trasferimento.

Vale la pena inserire Sapa in un primo viaggio in Vietnam?
Sotto i diciotto giorni difficilmente conviene, perché fra trasferimenti e permanenza Sapa occupa circa quattro giornate e costringe a rinunciare a una tappa dell'asse principale. Ha senso per chi costruisce il viaggio attorno alle montagne e ai villaggi delle minoranze etniche, tenendo presente che le strade sono tortuose e che d'inverno la nebbia è frequente.
Quante notti servono per vedere il Delta del Mekong?
Dipende dall'obiettivo. Una gita in giornata da Ho Chi Minh City verso Ben Tre mostra i canali e i frutteti ed è sufficiente per molti viaggiatori. Chi vuole vedere un mercato galleggiante deve invece dormire nel Delta, perché l'attività si concentra all'alba e si esaurisce entro metà mattina.
Quattordici giorni bastano davvero per un primo viaggio in Vietnam?
Sì, ed è la durata di riferimento, a condizione di considerare che due giornate vengono assorbite dai voli intercontinentali. Le notti effettive sono undici o dodici, sufficienti per sei tappe che rispettano il minimo di due notti ciascuna, con un margine per un imprevisto.
Conviene percorrere il Vietnam da nord a sud o da sud a nord?
Entrambe le direzioni funzionano e la scelta dipende soprattutto dagli orari dei voli intercontinentali disponibili. Iniziare da Hanoi ha un vantaggio pratico: la prima tappa richiede poco spostamento e permette di assorbire il fuso orario con un ritmo lento, mentre chiudere nel Delta del Mekong lascia il viaggio su una nota tranquilla.

Costruire il proprio percorso
Una lista di tappe diventa un viaggio soltanto quando incontra delle date, un numero di giorni e un ritmo preciso. Per ricevere una proposta di itinerario su misura è utile indicare il periodo previsto, la durata approssimativa, il numero di viaggiatori, il ritmo desiderato, il livello di alloggio preferito, gli interessi principali e un budget indicativo.
Vietnam Original Travel lavora su itinerari personalizzati in Vietnam e nel Sud-est asiatico: il punto di partenza è un preventivo senza impegno, e il percorso si costruisce attorno a ciò che si desidera vedere davvero.
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